L’importanza di fornire esperienze di qualità con prodotti di qualità, dall’antipasto all’amaro.

“Le possiamo offrire una grappa, un amaro, un digestivo?” Chi di noi non ha mai sentito pronunciare questa frase alla fine di un bel pranzo in un’accogliente osteria o magari di una cena in un ristorante affacciato sul mare? In genere accettiamo senza farci troppe domande e soprattutto senza farle a chi ci serve l’apprezzato “bicchierino digestivo”. Non ci aspettiamo mai molto da questa chiusura di pasto e spesso non diamo il giusto peso e la giusta attenzione a ciò che stiamo bevendo. Ma è davvero così? Anche quel bicchiere di amaro ha contribuito alla nostra esperienza e, forse in modo inconsapevole, ha influenzato il giudizio che abbiamo dato a quel locale. Di sicuro i veri intenditori ora staranno storcendo il naso, perché sanno cosa apprezzare e come bere queste gocce di distillato.

I consumatori sono sempre più attenti ai prodotti e chiedono dettagli, curiosità.

Non basta più, quindi, offrire un bicchiere di digestivo. I consumatori sono sempre più informati e ricercano qualità con sempre maggior consapevolezza, anche in piccoli dettagli; siamo sempre più attenti e critici, le nostre esperienze ci rendono sempre più esperti ed esigenti. Ecco quindi che: abbiamo mangiato bene e il ristoratore e il suo personale sono stati davvero ospitali, ci hanno descritto i loro prodotti e abbiamo apprezzato queste attenzioni, ma quanto è importate quell’ultimo sorso di grappa? Come viene percepita questa attenzione che ci viene riservata e soprattutto quale valore diamo alla qualità di ciò che ci viene servito nel bicchiere? Potrebbe andare a compromettere la valutazione positiva del locale e dell’intero pasto che abbiamo fatto?

Per aiutarci a dare una risposta possiamo affidarci all’analisi sensoriale.

Un metodo di analisi che prevede l’impiego di persone opportunamente addestrate e formate, in grado di effettuare anche dei mystery auditing, valutando in modo oggettivo la percezione che un cliente ha di un locale o servizio. Potremo quindi dare, in base a dei parametri definiti rispetto alle esigenze del committente, una valutazione oggettiva dell’esperienza che stiamo vivendo. Quello che preme sottolineare è l’approccio scientifico di tale analisi che si discosta completamente dal giudizio soggettivo che diamo di una esperienza. Per poter completare un percorso di analisi sensoriale è necessario descrivere con chiarezza gli obiettivi dell’analisi e la corretta definizione e declinazione dei parametri di valutazione. I mystery auditor devono essere correttamente formati e tarati rispetto ai parametri di valutazione in modo da dare risultati statisticamente attendibili, validati e replicabili. Nell’analisi ci affideremo ai sensi per valutare in modo oggettivo la nostra esperienza; ecco quindi che il bicchiere di digestivo che ci verrà offerto alla fine del pasto rientrerà in un percorso esperienziale più ampio. Sarà valutato nel complesso della nostra permanenza nel ristorante perché anche quell’ultimo sorso di grappa può fare la differenza tra una esperienza da ricordare e ripetere e una da dimenticare.

di Sala Valeria

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