Viaggiare è vivere emozioni nel vedere posti, luoghi che riecheggiano di storie antiche. Il nostro Paese ha saputo rendere unico il miscuglio di Popoli e Culture che nei secoli si sono insediati in Italia lasciando preziose testimonianze che sono diventati l’emblema di ciò che siamo. Un punto dolente c’è. Siamo “abituati” a vivere immersi nel bello e nelle millenarie storie e riteniamo quasi scontati i paesaggi che si susseguono davanti a noi. Abbiamo perso la capacità di distinguere il guardare dal vedere, il sentire dall’ascoltare ed oggi dovremmo riappropiarci della nostra Cultura e Storia. Per capire come migliorare l’attrattività del nostro Paese dobbiamo modificare integralmente i nostri sistemi sensoriali per accorgerci che, se vogliamo preservare i nostri immensi tesori, dobbiamo fare qualcosa che ancora non abbiamo fatto. Marcel Proust citava che “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”, ed ecco che arriviamo al nocciolo della nostra attività. Quest’estate ho viaggiato per l’Italia nella direttrice Nord-Sud e viceversa ed ho toccato ancora una volta con mano come il nostro patrimonio storico culturale sia gestito con pochezza ed approssimazione. Ho visitato la Sicilia e dopo una prima puntata a Sciacca dove ho ammirato gli splendidi resti della Selinunte greca mi sono spostato a Modica. Cittadine meravigliose negli stili tardo barocche ma vere nell’affermazione di chi dice che la Sicilia sta al resto del Paese in modo superlativo e cioè tutto ciò che in Italia è deludente in Sicilia è deludentissimo e ciò che in Italia è bello in Sicilia è bellissimo. Posti che si arricchiscono del calore della gente ma soffrono di una mancanza di cura nella gestione del turista e del cliente. Monumenti bellissimi con servizi scadentissimi, gastronomia eccellentissima e servizi scadentissimi, coste bellissime e servizi ancora una volta scadentissimi. questi territori hanno avuto anche un vasto eco per il personaggio di Camilleri del commissario Montalbano ma se provate ad andare a Punta Secca per vedere la famosa terrazza e spiaggia rimarrete delusi nell’accorgervi che il turismo è quasi totalmente locale per mancanza di infrastrutture, organizzazione, eventi. Risalgo lo stivale e mi fermo a Caserta per visitare la Reggia, c’ero già stato 30 anni fà. Nonostante gli sforzi che leggiamo sui giornale e vediamo in televisione l’incuria regna sovrana. La Reggia è copia della più famosa Versailles ma diversa nel sentire dei suoi custodi, cittadini, e istituzioni. Questi anni particolari nel panorama internazionale, sono un formidabile trampolino di lancio per fare finalmente Turismo in maniera seria e professionale e credo che se lasciassimo spazio alle nuove generazioni fornendo loro nuovi strumenti i risultati non possono non arrivare.
Manca una visione generale ma è alla portata del nostro sistema Paese e citando Lucio Anneo Seneca “Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare.”
Pietro Aloisio
Articolo di ASSENSO pubblicato sulla rivista “Fuocolento” di Ottobre 2017

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