L’analisi sensoriale, strumento per il turismo.

Viaggiare, uno stile di vita che rientra sempre più nella nostra quotidianità; viaggiamo per piacere, per lavoro, per tornare nella nostra terra d’origine o per scoprirne di nuove. Non è necessario andare troppo indietro nel tempo per osservare come i viaggiatori abbiano modificato il modo di percepire il viaggio e quello che si aspettano da ogni esperienza.

Mia nonna racconta spesso che dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, i primi viaggi erano a cavallo del sellino di una Lambretta sulle strade delle Dolomiti. Si viaggiava con la consapevolezza che quello che contava era divertirsi e godersi la vita; non era la qualità del viaggio ma finalmente l’opportunità di poterlo fare.

L’Italia cresce vivendo il periodo del boom economico: lo sviluppo industriale degli anni ’50 e ’60, le autostrade, le prime “auto per tutti” e i viaggi familiari. Il turismo e la percezione del viaggio cambiano e continuano la loro evoluzione. Nasce il “turismo di massa”: fiumi di persone che invadono il nostro territorio, albergatori che si preoccupano del numero delle presenze nelle loro strutture, ristoratori che offrono menù turistici dove non sempre la qualità e l’attenzione al dettaglio sono protagonisti.

I tempi evolvono, ancora, i trasporti diventano sempre più accessibili e veloci. Le informazioni viaggiano nella rete globale e le mete diventano sempre più note e vicine.

Il nuovo interrogativo da porsi è: cosa cercano oggi i turisti? Cosa cerchiamo quando siamo in viaggio?

Vogliamo assaporare le nostre mete e gustare il territorio nel quale ci muoviamo. Ci aspettiamo un sorriso da parte di chi ci accoglie perché la meta del nostro viaggio deve diventare anche un po’ casa nostra. I nostri sensi vengono stimolati, incuriositi, sollecitati ogni volta che ci affacciamo su un nuovo territorio e fruiamo dei servizi in esso presenti.

In questo contesto diventa sempre più importante monitorare ed analizzare i servizi che un territorio è in grado di offrire e valutare il percepito della loro qualità.

L’analisi sensoriale e i mystery auditing sono in grado, attraverso l’utilizzo di persone addestrate e la definizione di parametri di valutazione, di restituire un quadro analitico del percepito da parte di un utente. Questo permette agli operatori del settore di poter valutare il proprio servizio, individuare punti di forza e debolezza ma soprattutto di rendere replicabile l’analisi in modo tale da poter monitorare anche nel tempo i risultati raggiunti in seguito agli obiettivi prefissati.

Noi continueremo ad essere turisti ma quello che il territorio sarà in grado di offrirci sarà sempre più vicino alle nostre esigenze? Chi ci accoglie e ci ospita sarà in grado di suscitare in noi emozioni positive stimolando in modo adeguato i nostri sensi? L’analisi sensoriale ci fornisce gli strumenti per costruire servizi adeguati agli standard che i turisti richiedono perché va ad analizzare e misurare la percezione di un servizio. Questo aspetto riguarda la sfera emotiva che spesso guida le nostre scelte e valutazioni, quello che ci fa scrivere una recensione positiva e ci fa condividere una esperienza consigliando ad altri di provarla. Non è più sufficiente fornire un servizio, quello che fa la differenza oggi è la qualità con la quale questo servizio viene fornito e percepito.

di Sala Valeria

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